E' meglio sapere
Calcio, In evidenza, Politiche Sportive, Scelto dalla Redazione

L’auto-concussione nel pallone: lo scandalo Suarez

Nella retrospettiva sul caso Suarez – arte moderna pura – vorremmo partire da un’ipotesi ventilata i giorni scorsi e poi decaduta alla luce dei fatti: promuovere a calci El Pistolero uruguagio, fargli ottenere il certificato B1 e l’agognato passaporto, sarebbe stata un’iniziativa dell’Università di Perugia. Senza pressioni, a parte quel “se lo bocciate questi ci fanno gli attentati terroristici” (fascismo e anni di piombo in Italia si portano sempre benissimo), i vertici dell’Università per Stranieri e l’Alma Mater di Perugia si sarebbero auto-corrotti. Più precisamente, auto-concussi. Una nuova fattispecie di reato: l’auto-concussione, la pressione indebita esercitata su se stessi in qualità di pubblici ufficiali che manca al già fantasioso ordinamento giuridico italiano. Peccato sia stata stroncata dagli approfondimenti, perché l’idea era sontuosa.

Qualcosa di simile al “condizionamento psicologico” teorizzato per anni a proposito degli arbitri chiamati a dirigere le partite della Juventus. Si può processare la coscienza di una persona? Giammai, benché in altra salsa la “sudditanza psicologica” ricicci fuori in questa strana vicenda. Si direbbe che persino professori e dirigenti universitari non siano insensibili al fascino della Vecchia Signora, al punto da uscirne mentalmente auto-manipolati. Sensi di colpa tardivi per il gol di Calori in Perugia-Juventus sotto un diluvio biblico che assegnò lo scudetto alla Lazio? Spieghiamo però perché la vicenda è strana.

In Spagna esistono almeno una decina di scuole di italiano abilitate al rilascio del certificato B1, indispensabile per ottenere passaporto e cittadinanza. Non si comprende per quale ragione El Puntero del Barcellona sia venuto a Perugia a sostenere l’esame. Gli istituti di lingua italiana riconosciuti in Spagna sono meno indulgenti con ragazzoni multimilionari che “non spiccicano una parola” di italiano? Una delle legali della Juventus, Maria Turco, dice al telefono con il D.G. dell’ateneo umbro Simone Olivieri: “Ve ne manderemo anche altri”, riferito al dirottamento di giocatori extracomunitari richiedenti passaporto sempre che, par di capire, trattino Luisito Suarez come si conviene al rango. Perbacco: e quanti mai ne manderebbero? Uno, due all’anno? Duecento? Duemila? Sostenere l’esame B1 costa 100 euro: con i ricavi presunti, un’università non acquisterebbe risme di carta per due settimane. Tentativo di corruzione alquanto maldestro. Per il ritorno d’immagine, ha scritto qualcuno. Un esame di lingua obbligatorio per stranieri in un’ateneo importante come Perugia ha bisogno di brand ambassador come i calciatori? Persino gli indigeni, linguisticamente parlando, sovente non vanno oltre il “giocato bene, ringrazio i compagni, siamo un bel gruppo, decide il mister”. Uno standing reputazionale da leccarsi le dita.

Dato atto che le sedi dove sostenere gli esami di lingua per il certificato B1 in Italia sono Milano, Perugia, Siena, Roma e stop, il tragicomico spirito bottegaio spicca in tutta la sua grottesca vanità. “Se mi fai lo sconto ‘sto giro, ti mando gli amichi mia” non dovrebbe nemmeno far vento ad un funzionario pubblico, oppure professori e dirigenti prendono premi di produzione al raggiungimento di obiettivi prefissati alla stregua di un rappresentante di Chupa-Chups? Vorremmo saperlo, perché un paese che già applica statistiche di mortalità ai chirurghi spronandoli a non operare in funzione dell’avanzamento di carriera, oppure ospedali che rischiano cause milionarie ogni volta che un ex paziente è morto o scontento, e non fa lo stesso con giudici e avvocati diversamente abili o baroni universitari vetrificati dalla boria, ha in sé qualcosa di radicalmente disfunzionale. Certe professioni sulla carta prestigiose sono avare di fama, ma nessuno obbliga a svolgerle.

C’è un secondo aspetto un po’ trascurato dalla cronaca nel caso Suarez: le intercettazioni. Non si discute sulla sussistenza del reato. Non è il nostro mestiere. Casomai: come hanno fatto gli inquirenti ad incappare in queste conversazioni? Quanto costa al contribuente origliare telefonate in attesa che si consumi un reato? Li aspettavano al varco? Se sì, da quanto tempo? Qualcuno ha suggerito in via preventiva che avrebbe potuto consumarsi una frode, di qui l’urgenza di gettare un colpo d’orecchio agli sviluppi? Quante persone sono state intercettate? E se l’ipotesi di reato non si fosse definita, quanto sarebbe costata l’operazione “buco nell’acqua”? Quante sono le intercettazioni ad mentula canis condotte secondo presunzione di reità, con quali criteri istruite e ai danni di quale genotipo in particolare? Quante tra quelle ritenute “utili” si confermano tali in giudizio?

Leggiamo che anche la “procura dell Figc” ha aperto un fascicolo d’indagine sull’affaire Suarez. La Figc ha una sua “procura” interna che si occupa di faccende estranee all’ambito sportivo come la frode in atto pubblico? Giuseppe Chiné, capo della Procura Federale Figc, ha richiesto il fascicolo di indagine al tribunale perugino. Ne ha davvero facoltà? Comportamento da governo-ombra, niente meno. Quanti magistrati inquirenti, quante procure hanno l’obbligo dell’azione penale contro Suarez e una società di calcio, la Juventus, che nemmeno detiene il cartellino del giocatore?

Anche stavolta in mezzo scorre il passaporto, come nel caso Eriberto-Luciano del Chievo. Correva l’anno 2001-2002, e dopo eserciti di pedatori sudamericani che sfrucugliavano negli archivi del Comune di Monculi o profanavano casse da morto nella pampa gelata, alla ricerca di prove di trisavoli nati nello Stivale nel 1643 al fine di ottenere un passaporto comunitario, qualcuno si sveglia e capisce che fa prima a falsificarlo. E per qualcuno intendiamo 15 giocatori – fra i quali pezzi da novanta come Recoba, Dida e Veron, nonché il glorioso capocordata Eriberto Luciano – 7 società e 15 alti dirigenti, di cui la metà assolti. Molto rumore per nulla, e un’insolita sensazione di deja-vu che serra la gola. Anche in quel caso sembrò scatenarsi un uragano di feci, invece tutto è sublimato in un peto silente congedato in poltrona. Come per i Rolex di Moratti e Sensi agli arbitri, o quelli di Renzi in missione in Arabia Saudita. È sempre questione bagatellare, l’omaggiante e l’omaggiato che sprizzano sorpresa: due orologini! Un telefonino! Un massaggino al centro Viva Lain! Che sarà mai… Cose da nulla operate da mezze figure che valgono ancora meno. Si vendono per un pacco di pasta, un’idea, un favore, un minuto di gloria mediatica, il piacere di “influenzare”. Chi o cosa, mai è dato accertare. L’impalpabile fantasmagoria del potere che nulla può, se non arrecare danno indiscriminato. La furbizia contadina di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno eretta a paradigma morale. Lo sberleffo autodafé come habitus culturale. Gente senza alcun rispetto per se stessa e il servizio che deve alla comunità, che lorda le istituzioni favorendo un ignorante prezzolato, di contro mostrandosi inflessibile e sorda con stranieri onesti, rispettosi, che fanno lavori umili e mal pagati per mantenere quando possibile anche le famiglie nei paesi di origine, rispettano la legge, si sforzano di integrarsi studiando la lingua. Persone per le quali 100 euro sono un sacco di soldi. Non ci siamo.

Volete sapere cosa succederà anche in questo caso? Niente. Se qualcosa dovesse accadere sarà per offuscare malversazioni maggiori, o preparare il terreno al peggio che avanza. In guardia, perché come illustra Ambrogio Lorenzetti alla lunga non si può esercitare un qualsivoglia potere senza giustizia, né si può avere giustizia senza buon governo. Così lo sport italiano, boccheggiante e ridotto a frugare nella munnezza, è specchio del nostro tristo e un tempo magnifico paese.

Tag
Alma Mater, ateneo, B1, Barcellona, Calciopoli. sconto, Chievo, cittadinanza, concussione, corruzione, Dida, Eriberto, esame cittadinanza, Figc, Giuseppe Chiné, inquirenti, Inter, intercettazioni telefoniche, Juventus, Luciano, mafia, magistratura, Maria Turco, Milano, Moratti, Palermo, passaporto, Passaportopoli, Perugia, pizzo, Procura Federale, Recoba, Renzi, Rolex, Roma, scandalo, Sensi, severamente vietato, Siena, Simone Olivieri, Società Dante Alighieri, Suarez, sudditanza psicologica, tribunale, Università per Stranieri, Università Perugia, Veron
Scopri gli altri Articoli
Condividi su
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Commenta su
Scopri gli Articoli Correlati

Fondi perché non sei solo un fondo. La pagherai cara, a meno che…

L’esperto banker Fabrizio Vettosi svela le trappole dell’accordo coi fondi di private equity per la gestione dei diritti tv. Dalla padella alla brace, considerati i successi delle gestioni precedenti modello Prima Repubblica Pallonara. Abbiamo una terza proposta: lo Stato acquisti i diritti tv del calcio, o li garantisca tramite un titolo sovrano. Follia? Sempre meglio delle alternative

Scopri di più »
E' meglio sapere

Parliamo di Sport

in modo diverso

SportInsider nasce nel gennaio 2020, come spazio di approfondimento di notizie sportive, con particolare riguardo per gli aspetti di gestione finanziaria, management sportivo e governo politico dello sport italiano e internazionale.

Scelti dalla Redazione
Tematiche
Analisi di Mercato
Federazioni Sportive
Inchieste Sportive
Management Sportivo
Politiche Sportive
Sport
Atletica Leggera