E' meglio sapere
In evidenza, Inchieste Sportive, Scelto dalla Redazione

Fake State Virus No Vax. Il caso Suarez

Un conto è la falsificazione di un passaporto, come nei casi Eriberto-Luciano, Dida e Recoba agli inizi del millennio digitale. Un altro conto uno Stato, che di quei passaporti eroga e di cui è titolare effettivo, che tramite suoi alti funzionari li falsifica con una spudoratezza che offende. Uno Stato, ribadiamo, che falsifica documenti identificativi ufficiali per mezzo della contraffazione e violazione – violazione e violenza hanno la stessa radice – delle procedure per ottenerlo. Il nocciolo della vicenda Suarez è tutto qui. Non c’è vaccino contro il virus dello Stato-falsario. Un po’ di ipocrisia, perdio. Almeno non fatevi beccare.

Non stiamo parlando di pubblici funzionari infedeli della Motorizzazione Civile, della Questura o del Comune che semplicemente prendono i supporti, li stampano e li danno a un pluri-pregiudicato che non ne avrebbe diritto ma paga bene. Costoro ci sono, c’erano e sempre ci saranno. Parliamo di una procedura complessa, regolamentata, teoricamente inattaccabile sottoposta a vigilanza con corredo di commissioni esaminatrici, ispettori, rettori, controllori, controllori di controllori, ispettori di controllori di commissari, cancellieri e segretari. Un esercito di burocrati quali professori, rettori, dirigenti, assistenti, impiegati con funzioni di vigilanza, che dovrebbero garantire il cittadino circa l’autenticità dei documenti che rilascia, e che invece drammatizza le procedure riducendole a un teatrino falsificante. A questo punto, cosa e chi garantisce il cittadino circa la validità e la sussistenza dei suoi diritti? Nulla e nessuno. Pensateci: un documento formalmente autentico, decisivo nella sua banalità per l’identificazione di una persona, che però è sostanzialmente farlocco.

Dobbiamo anticipare due solide obiezioni fra le tante imputabili a questo ragionamento. La prima: in fondo è una altro pezzo di Stato, sotto le specie della magistratura inquirente e della Guardia di Finanza, che ha scoperchiato il pentolone. La seconda: e gli innumerevoli concorsi pubblici che vanno dall’assegnazione di poltrone dirigenziali strapagate ai posti come personale ATA negli asili? Non è mica da oggi che succedono queste cose.

Alla prima rispondiamo con un paradosso. Si parla spesso in Italia di strapotere e ingerenza politica della magistratura, come dimostra ad esempio il caso Palamara. Il quale Palamara è assurto agli orrori della cronaca precisamente durante il processo Calciopoli (come si nota, sin troppo spesso corsi e ricorsi accidentali intrecciano sport, politica ed economia). Il che ci porta al punto dolente: se la magistratura contasse davvero qualcosa, non avrebbe bisogno della quinta colonna del sistema mediatico. Non assisteremmo di continuo a processi mediatici, alla pubblicazione compulsiva di intercettazioni che poi in giudizio si traducono in un nulla di fatto costando alla collettività come un aereo privato. Accadrà lo stesso in questo caso, temiamo. Conclusione? La magistratura conta nulla. Il che forse spiega il rifugiarsi in “correnti”, nell’amministrare a piacere leggi che ormai regolano tutto e il suo contrario, nei processi-spettacolo.

Idem per la seconda. E se per caso si diffondesse l’abitudine all’omicidio, al furto, al non pagare le tasse (delitto supremo)? Legalizziamo le pratiche? Le accettiamo in quanto diffuse? La civiltà stessa nasce in contrasto agli istinti più bassi degli uomini. Li combatte, li disciplina, li corregge, li punisce quando necessario.

Ma veniamo all’uovo di giornata, la sospensione delle indagini a tempo indeterminato sul caso Suarez sancita dalla Procura di Perugia per bocca del Procuratore Capo, quel Raffaele Cantone per cinque anni a capo dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione fortemente voluta dal governo Renzi. La motivazione addotta sarebbe l’eccesso di fughe di notizie – leggi: gli stralci di intercettazioni pubblicati dai giornali – che rischiano di inquinare le indagini. Indagini che proseguiranno a fari spenti e con assoluta riservatezza.

Fa piacere che si chiuda la stalla dopo che i buoi sono scappati, e solo in apparenza contraddice quanto abbiamo appena scritto. Prima considerazione: non crediamo assolutamente che le consegne verranno rispettate. Seconda considerazione: dopo fiumi sulle intercettazioni – giornalisti come Travaglio e Nuzzi ci hanno costruito formidabili e meritatissime carriere – di colpo si dice “basta”. Dopo i fiumi di indiscrezioni su Berlusconi, l'”abbiamo una banca” di Fassino riferito ad Unipol, i furbetti del quartierino Ricucci e Coppola, Calciopoli, l’inchiesta Why Not dell’oggi primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi, Bertolaso al Viva Lain a farsi massaggiare, la banda del buco di MPS, gli imprenditori sciacalli post-terremoto dell’Aquila che sghignazzavano a cadaveri ancora caldi, l’auscultazione di Ferdinando Minucci, ex presidente Mensana Basket portato via come un capo n’drina calabrese (un caso “minore”, se si vuole, ma di assoluto interesse che seguiremo da vicino, dal momento che il procedimento è in corso), il caso Telecom-Tavaroli che ha lambito la Saras di Moratti nonché Marco Tronchetti Provera, per citare a memoria, di colpo su un reato che coinvolge boiardi di Stato a vari livelli e la prima squadra d’Italia, proprietà di una tra le famiglie più influenti e ricche del mondo, deve calare il silenzio. Un’altro segno di debolezza e doppiopesismo, a nostro umile avviso.

Il 1 settembre è entrata in vigore la nuova disciplina sulle intercettazioni, il dls. 216/2017. Se ne è perlato soprattutto per la facoltà concessa allo Stato-Hacker di utilizzare Trojan sui device dei cittadini. Naturalmente non è l’unico passaggio inquietante. Si notino alcuni elementi importanti segnalati da AltaLex. Il primo riguarda lo stralcio di parti la cui diffusione è vietata, le parti contenenti dati sensibili non rilevanti, e la parti ritenute non rilevanti, cioè quelle di indimostrata rilevanza. E chi lo decide? Il giudice, d’accordo con le parti. Gli interessati possono richiedere la distruzione del materiale giudicato non rilevante per il diritto alla riservatezza e all’oblio, e ad ogni buon conto tutti gli atti possono essere distrutti a processo chiuso e non più impugnabile. Saranno contenti gli storici minori del futuro, poiché la storia si fa in massima parte con documenti giuridici, registri pubblici e quant’altro. Si è poi esteso l’impiego delle intercettazioni anche agli incaricati di pubblico servizio, mentre sinora riguardo la P.A., investiva solo i pubblici ufficiali. Ci par di capire che sei un funzionario dello Stato falsario e hacker, sei in una botte di ferro. Su due piedi i tuoi colleghi ti possono anche ricattare, volendo, ma poi cancellano tutto se scendi a miti consigli. Se sei un poveraccio qualsiasi, lo Stato può comportarsi come un hacker russo e disporre di te come meglio crede. Dal momento che non siamo giuristi avremo sicuramente mal interpretato la cosa. Non ci resta che dissociarci da noi stessi e disconoscere quanto appena messo nero su bianco.

Tag
AltaLex, Autorità Anti-Corruzione, Berlusconi, Bertolaso, Calciopoli, Coppola, falsario, Fassino, Ferdinando Minucci, hacker, intercettazioni, Luigi De Magistris, magistratura, Mensana Basket, Monte dei Paschi, Moratti, Palamara, Paratici, Raffaele Cantone, Rucucci, Saras, Stato, Suarez, Tavaroli, Telecom, Tronchetti Provera, Uni Perugia, Why Not
Scopri gli altri Articoli
Condividi su
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Commenta su
Scopri gli Articoli Correlati

Fondi perché non sei solo un fondo. La pagherai cara, a meno che…

L’esperto banker Fabrizio Vettosi svela le trappole dell’accordo coi fondi di private equity per la gestione dei diritti tv. Dalla padella alla brace, considerati i successi delle gestioni precedenti modello Prima Repubblica Pallonara. Abbiamo una terza proposta: lo Stato acquisti i diritti tv del calcio, o li garantisca tramite un titolo sovrano. Follia? Sempre meglio delle alternative

Scopri di più »
E' meglio sapere

Parliamo di Sport

in modo diverso

SportInsider nasce nel gennaio 2020, come spazio di approfondimento di notizie sportive, con particolare riguardo per gli aspetti di gestione finanziaria, management sportivo e governo politico dello sport italiano e internazionale.

Scelti dalla Redazione
Tematiche
Analisi di Mercato
Federazioni Sportive
Inchieste Sportive
Management Sportivo
Politiche Sportive
Sport
Atletica Leggera