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Armageddon calcio. Andrà tutto bene?

La Verità lo scorso 25 agosto ha dato conto di una truffa ai danni dell’allenatore dell’Inter ordita da tale Massimo Bochicchio, già radiato dall’albo dei promotori finanziari italiano nel 1999 e nel 2006, per mantenersi in forma, anche da quello inglese. Bochicchio si è fatto consegnare da Antonio Conte 30 milioni di euro dietro promessa di lauti profitti. Bochicchio, agganciato Antonio Conte quand’era allenatore del Chelsea, avrebbe prodotto falsa documentazione di Hong Kong Shanghai Bank, una delle banche più importanti al mondo. Nelle settimane seguenti, trapela che Bochicchio era vicino a tal Marzio Perrelli, ex alto dirigente di HSBC e Goldman Sachs il quale, a sua volta, è intimo di Giovanni Malagò, presidente del Coni. Perrelli in passato ha caldeggiato la nomina di Malagò a Senior Advisor di HSBC. Non passa molto che Perrelli fa armi e bagagli e trasloca a Roma, dove inciampa nella carica di vice-presidente di Sky Sport. Di questa vicenda, abbiamo reso conto qui.

Ieri mattina, Calciomercato.com riportava stralci di un’inchiesta denominata FinCEN condotta dal ICIJ, un consorzio internazionale di giornalisti indipendenti, nell’ambito del riciclaggio di denaro sporco, dalla quale dopo 18 mesi di indagini emerge un coinvolgimento sia di HSBC, sia di Roman Abramovich, il patron del Chelsea. Il titolo non lascia spazio all’immaginazione: “L’inchiesta FinCEN rivela che la più grande banca europea (HSBC, ndr) ha sostenuto un massiccio schema Ponzi mentre era sotto sorveglianza per i legami con i boss della droga”. Nemmeno a farlo apposta, nel pezzo di ieri abbiamo scritto che “il calcio sta diventando una piramide di Ponzi”. Beninteso: FinCEN è il cappello, la vicenda Abramovich un rivolo. Non c’è, oggi, alcun legame noto fra il riciclaggio di denaro HSBC per conto dei cartelli della droga e il proprietario del Chelsea o altri soggetti legati al mondo dello sport. Ma la questione “Ponzi” rimane sullo sfondo.

Torniamo ad Abramovich, ex datore di lavoro di Antonio Conte truffato da Bochicchio, a sua volta conoscente di Perrelli (costretto dalla sede londinese, secondo Repubblica, a cacciare il Bochicchio da HSBC a causa di reiterate malversazioni), amico “fin da bambino” di Malagò. Tramite una società registrata alle Isole Vergini (un paradiso in tutti i sensi) la Leiston Holding, facente capo al potentissimo agente israeliano Pini Zahavi, controllava i diritti economici di calciatori non tesserati dal Chelsea come André Carrillo, ala peruviana dello Sporting Portugal quando affronta ben due volte il Chelsea durante la Champions League 2014-2015. Va da sé che mai Abramovich avrebbe potuto chiedere a Carrillo, sua proprietà de facto, di non danneggiare un’altra sua proprietà, il Chelsea Football Club, né del resto Carrillo avrebbe mai acconsentito a simile turpitudine. Non scherziamo.

Si potrebbe trattare delle TPO (third party ownership) e le TPI (third party investment) formalmente vietate dalla FIFA nel lontano 2005, che però a quanto appare costituiscono l’ossatura del sistema calcio. Ipotesi cui sottrarsi vibranti di sdegno. Come funzioni il sistema messo in piedi dal magnate russo, lo spiega la BBC. Nel 2016 un SAR (un rapporto su attività sospette rilasciato da una banca) indica la Leiston come vettore di pagamenti a numerose società facenti capo ad Abramovich, che dal 2018 è cittadino israeliano come Zahavi. L’entità dei movimenti sospetti è di circa 1 miliardo, e riguarda diritti sulla compravendita di calciatori – il citato Carrillo, Markovic e altri – in un turbine di denaro e potenziali conflitti d’interesse davvero travolgente, con al centro agenti, procure e plusvalenze, nonché squadre come lo Sporting e il Liverpool.

Chi ha documentato molto la materia è Football Leaks: “John”, una fonte, fra le altre cose fa affermazioni degne di nota. “Ci sono leghe in Europa controllate da soli tre o quattro agenti di giocatori. Fanno continuamente trasferimenti con presidenti di club corrotti. Il sistema del calcio si sta consumando dall’interno. I tifosi devono capire che con ogni biglietto, ogni maglietta che acquistano, con ogni abbonamento televisivo stanno alimentando un sistema estremamente corrotto“. John squalifica in blocco le fonti di sostentamento del mondo pallonaro.

Non ci interessa evidenziare improbabili trame fra Abramovich, Conte, Bochicchio, Perrelli e Malagò. Certo è che l’intreccio degli attori in circostanze puramente casuali colpisce la fantasia. Il quadro generale è la fotografia di un mondo piccolo, in cui una conventicola di adepti manipola eventi, cose e persone allo scopo di ottenere benefici stratosferici, con una spregiudicatezza che raggela. Nel mondo pallonaro, che tira a campare in una bolla di dimensioni vieppiù macroscopiche dimentico del fatto che le bolle prima o poi scoppiano, è facile perdere la bussola laddove mai se ne abbia una. Il Covid-19 sta facendo rapidamente detonare tutte le contraddizioni di un mondo che, al di là di come la si pensi, non sta in piedi.

Quando l’ottimo Gabriele Gravina, presidente Figc, invoca pacatamente un “recovery fund per lo sport”, vale a dire un salvataggio pubblico pagato coi soldi dei cittadini, dovrebbe prima denunciare questa titanica cogerie di porcate che è divenuto lo sport più bello del mondo. E oltre alla denuncia, nelle more del tempo libero fare un po’ di pulizia. Non all’italiana, dove si mettono al gabbio un paio di persone a caso sostituendole con figure alacremente inventariate fra le peggiori in circolazione e si ha la faccia tosta di dire, e magari anche pensare (fatto ben più grave), di aver “riformato” il sistema marcio, e che d’ora in poi tutto bene madama la marchesa. Mettere mano davvero alle leve del potere, dei soldi, alle regole del gioco. Il resto sono chiacchiere da tricoteuses. Si convochino fra loro  Gravina, Malagò, Spadafora, Dal Pino, Petrucci in virtù del suo intimo legame col Padreterno, ad un tavolo sullo sport e si spezzino la schiena. Lo facciano con più determinazione il giorno dopo che Luis Suarez, El Pistolero, falsifica l’esame d’italiano B1 per l’ottenimento del passaporto in vista di un possibile trasferimento alla Juventus. Il marciume, quando tracima, ha un portato preciso: travolge le regole minute di convivenza civile , in uno sfoggio di arroganza senza fine che rischia di provocare l’Armageddon di tutto il movimento. Altro che fondo di ripresa a spese dei cittadini.

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Abramovich, andrà tutto bene, Antonio Conte, Armageddon, BBC, Bochicchio, Calcio, Carrillo, cartelli droga, Chelsea, cigno nero, corruzione, Covid-19, denaro, El Pistolero, Figc, FinCEN, Football Leaks, Giovanni Malagò, Gravina, Hong Kong Shangai Bank, HSBC, ICIJ, Inter, Juventus FC, La Verità, Leiston, Luis Suarez, Malagò, Markovic, Marzio Perrelli, pandemia, passaporto, Petrucci, Pini Zahavi, piramide di ponzi, Ponzi Scheme, recovery fund, riciclaggio, Sky Sport, Spadafora, TPI, TPO
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