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3-0 a tavolino. Chiudete il calcio: giocheremo alla Playstation

Eravamo in difficoltà sul pezzo da far uscire oggi. Sindrome da foglio bianco. Capita anche ai peggiori. Finché verso le 19.30 di ieri non ci soccorre un amico: “Ma è vera questa storia delle nuove regole di Lega Serie A? Se hai più di 10 contagiati in squadra, puoi rinviare la partita una volta sola. Dalla successiva, perdi 3-0 a tavolino”. Lo scrive il Corriere della Sera, quindi è vero.

Non bastavano gli stadi chiusi, o gli ingressi ad inviti – esclusivamente destinati a medici e infermieri per premiarli dei mesi di iperlavoro… visti i turni massacranti e il fatto di essere i soggetti più a rischio, forse sarebbero contenti di passare qualche ora con la famiglia o a riposare: no, devono andare allo stadio per compiacere i markettari del pallone e le autorità, che sono tanto bbuone e ggenerose. Adesso tutti fanno a gara a invitare “medici e infermieri”: quando uno ha una buona idea, gli altri la ripetono all’infinito. Tifosi autentici allo stadio no, mi raccomando. Mettiamoci i soggetti più esposti. Celebriamo gli eroi giammai con straordinari e indennità di rischio: vil danaro sterco del demonio, vengano piuttosto a vedersi “la parta aggratise”. Non bastavano le profilassi e i continui tamponi e la quarantena. Adesso ci si mette anche il 3-0 a tavolino. E tutto per Genoa-Napoli di settimana scorsa, dove hanno trovato positivi 11 giocatori e 3 membri dello staff. Al momento in cui scriviamo, i positivi del Napoli sono zero, e se anche il terzo tampone dovesse dare esito negativo, la squadra partirà per Torino per giocarsela con l’ex prima della classe, la Juventus di Andrea Pirlo. Per uno strano incrocio del destino, Genoa-Torino è invece sospesa alla luce del nuovo brillantissimo provvedimento. Ergo il Genoa si è già bruciato il bonus alla terza giornata, con sole 37 partite all’alba. Urbano Cairo, patròn del Toro e del Corriere della sera, è contento: “Ora c’è bisogno di regole certe uguali per tutti e per tutte le giornate”.

Così nel giorno in cui il governo decide di prorogare lo stato di emergenza (Conte, non Andonio, Giuseppi, deve ancora spiegare perché lo promulgò il 28 gennaio 2020, con il primo contagio che in Italia si palesò il 24 febbraio, e perché sempre Giuseppi e non Andonio andò dalla Gruber a dichiarare che non erano pronti, bensì “prontissimi”) la Lega Calcio, associazione non riconosciuta il cui presidente Paolo Dal Pino risponde personalmente e in solido, finisce di falsare un campionato già azzoppato. No, caro presidente Cairo: le regole non sono uguali per tutti. Questa è una roulette russa. Roba da casinò. Roba da Sisal. A proposito di giochi: converrà scommettere sul numero di positivi al tampone nelle squadre, piuttosto che sui risultati. Non vorremmo essere nei panni di chi deve rimborsare le giocate, soprattutto a quelli che giocano le combinate magari lunghe l’intero campionato – Napoli campione + Benevento retrocesso + Spezia in Europa League pagata 489 volte la posta.

Considerazioni in ordine sparso: il tampone, che ha un tasso di accuratezza del 75% (non esattamente infallibile) da un’istantanea dicendo se il virus è presente o meno in quel momento. Lasciando da parte i falsi positivi. Non dice nulla sulla carica virale – se molto bassa, il soggetto non è a rischio malattia né può contagiare gli altri – come farebbe il test sierologico, stranamente snobbato rispetto al tampone. Il periodo d’incubazione poi è estremamente variabile. Un  calciatore negativo il sabato sera potrebbe non esserlo domenica a pranzo. Se poi gli 11 positivi del Genoa hanno in gran parte giocato 90′ contro il Napoli prendendo, è vero, sei pappine (ma come ha detto Ringhio Gattuso: risultato bugiardo) senza contagiare alcuno degli avversari, senza trarre facili conclusioni negando la contagiosità del virus, è altrettanto vietato trarre conclusioni nel senso opposto. Anche l’idea di appioppare il 3-0 a tavolino dopo aver concesso, bontà loro, un rinvio: la norma è la più punitiva fra le ammende previste, ma c’è una responsabilità oggettiva o morale nell’essere contagiati? Lo spiega Dal Pino ad una squadra fra le sei o sette che lottano per la Champions League che manca l’obbiettivo – e i denari – per una squalifica del genere? E perché dieci giocatori? Se sono otto è meno grave? Non si sono decantate per anni le “panchine profonde” degli squadroni? Non è mai successo, per quanto in casi eccezionali, che le formazioni titolari fossero zeppe di riserve, o che in qualche caso abbiano mandato in campo la Primavera, o giocato con mezzepunte a fare il centrale di difesa perché all’oratorio hanno giocato anche in quel ruolo? Piuttosto che perdere 3-0 a tavolino, te la giochi. I 15 milioni che vale la sola partecipazione, li rimborsa Dal Pino di tasca sua? E a una squadra che retrocede per le stesse ragioni, chi paga i danni? Dal Pino, privo della copertura legale e del riconoscimento istituzionale, rompe il porcellino? Quante giornate di campionato sono state rinviate per disastri, partite della Nazionale, posticipi o per favorire (giustamente) le squadre coinvolte nelle coppe europee? Non si è spalmato il campionato dal giovedì al martedì? Che problema ci sarebbe nel giocare infrasettimanale a tre mesi di distanza? Mai fatto prima? Si è appena concluso un campionato ad agosto, riprendendolo due settimane dopo a settembre: è morto qualcuno?

Penalizzare in solido una società perché un tot di dipendenti risultano positivi a qualsiasi patologia è un aborto giuridico insostenibile. Altro che regole certe. Si distrugge un campionato che già cade a pezzi per i fatti suoi. Siamo curiosi di vedere chi e quanto vorrà pagare per vedere all’estero un campionato taroccato in barba al gioco e perfino al più elementare diritto. O gli sponsor, che in linea teorica potrebbero ritrovarsi in serie B anche con una media punti da Champions nelle partite giocate. Perché se ho 11 positivi e ho già rinviato un match, non ne perdo soltanto uno a tavolino, ma almeno due: prima di avere almeno due tamponi negativi di fila, passano in media due settimane, se non tre. D’altra parte non si curano nemmeno della figura di palta che ha fatto lo Stato italiano, ben più della Juventus, ha già fatto in giro per il mondo con la vicenda Suarez. Ma certo: siamo italiani, tutti ci ammirano, tutti ci vogliono bene. Siamo i più furbi del mondo.

Questi sì che sono provvedimenti populisti e sovranisti.

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3-0 a tavolino, Corriere della Sera, Lega Serie A, Paolo Dal Pino, penalizzazione, populismo, sovranismo, stato di emergenza, Urbano Cairo
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